Il bambino da 0 a 3 anni
L'atelier di motivazione “il bambino da 0 a 3 anni” si divide in due incontri e viene tenuto dall'infermiera pediatrica Nora Zanini e da una delle nostre pedagogiste. Al primo appuntamento di discute su come e quando i bimbi cresceranno: “quando inizieranno a mangiare, a camminare e a parlare? Quando la relazione si farà più intesa e quando il mio bambino mi lancerà delle sfide educative come dovrò comportarmi?” A queste ed altre domande offrono degli spunti le nostre collaboratrici mentre dal canto suo, il gruppo di mamme riesce sempre a completare questi aspetti grazie alla condivisione di esperienze quotidiane e scambi di suggestioni.
Il messaggio principale? “Lasciateli sperimentare!!!”
In spazi sicuri s’intende, con oggetti conformi all’età dei bambini, ma lasciate che scoprano il mondo circostante, anche da soli, così che imparino ad intrattenersi e crescano in modo spontaneo.
Svariate le argomentazioni teoriche che vengono analizzate durante l'atelier per capire le situazioni di vita pratiche che si possono presentare nelle varie fasce di età: la motricità, la crescita fisica, il comportamento sociale e il linguaggio. Si tratta in definitiva dello sviluppo cognitivo i cui ingredienti fondamentali da parte dei genitori sono l’affetto, la pazienza e la coerenza.
Statisticamente si possono fornire delle indicazioni sullo sviluppo del bambino, eccovi alcuni esempi: dalla 16esima settimana di gestazione, percepisce i suoni, le voci e gli stati d’animo, dai 3 giorni di vita si scopre le manine - che sorpresa!! – dai tre mesi afferra gli oggetti e dai 6 mesi sta seduto da solo.
Un altro argomento di grande interesse è solitamente il gioco quale strumento principale per la crescita di un bambino.
Infatti “giocando s’impara” perché si esercitano i comportamenti innati, si raccolgono esperienze fisiche, si impara a conoscersi e si imita il comportamento degli adulti. Poi il bambino diventa un po’ più grande, prende coscienza del suo corpo e del fatto che è una persona con delle potenzialità. Questa presa di coscienza si costruisce nel tempo passando attraverso l’opposizione, il riconoscersi allo specchio, fino ad arrivare ad identificarsi con il suo nome e a difendere la sua proprietà. Anche in questo, le collaboratrici trasmettono qualche indicazione utile attraverso uno schema che descrive brevemente il bambino 12, 18, 24 e 36 mesi.
Il secondo incontro dell’atelier “il bambino da 0 a 3 anni” si concentra maggiormente sull'alimentazione:
Si descrive un percorso standard, che passa in rassegna i primi 4 mesi di vita del bebè il quale si nutre di latte materno o di latte in polvere, con tutti i consigli del caso; viene introdotto il tema dello svezzamento che avviene intorno ai 5-6 mesi. Percorrendo la tabella alimentare tappa per tappa, si giunge infine all’alimentazione dopo l’anno di vita, quando i bambini incominciano a prendere in mano la situazione, o meglio il cucchiaino, e mangiare da soli.
Tante le domande e la condivisione delle mamme su un argomento di grande interesse come quello dell’alimentazione: “quando si toglie definitivamente il biberon?”, “quando si può dargli il latte intero?”, “si può fargli bere del latte di soia?”, “e se la mamma è vegetariana?”, “come faccio a scoprire se il mio bambino presenta delle intolleranze”, ecc. Come si può immaginare le esperienze sono molteplici e molti genitori non hanno necessariamente seguito questa tabella di marcia!
Persino in questo caso, parlando di buone abitudini alimentari e a tavola, il messaggio è stato “lasciateli sperimentare!!!”. Il ruolo dei genitori è come quello di un allenatore: sono loro a decidere quando, quanto, come e fin d’ove l’allenamento è necessario, tenendo presente l’obiettivo finale e cioè che i bambini devono imparare da soli a mangiare con il cucchiaino, altrimenti protestano, buttano a terra il cibo, lo rifiutano e perdono autonomia… e si ricomincerà ad imboccarli.
Inoltre il pasto ha una grande valenza affettiva e sociale: stando a tavola si assaporano i cibi, ma anche la sensazione ed il piacere di appartenere ad una famiglia e comunicare con lei.






















