Il bambino e i suoi disegni
“Lo scarabocchio per il bambino è PARLARE DI SÈ"
È con queste parole che di solito Maria Anna Zaramella, grafoanalista e rieducatrice di scrittura, nonché collaboratrice dell’Associazione durante gli atelier dedicati al disegno infantile, apre le serate volte a scoprire i significati nascosti degli scarabocchi dei bambini.
A questo scopo Maria Anna sostiene sia di primaria importanza mettersi all’ascolto “silenzioso” del bambino che disegna, prestando attenzione non solo a cio’ che ha prodotto e a come lo ha fatto, ma anche ai commenti che accompagnano scarabocchi e disegni. In questo modo si può capire la sua interpretazione degli avvenimenti, i suoi stati d’animo e l’evoluzione della motricità fine, e allo stesso tempo si crea un prezioso momento di condivisione e vicinanza.
Nei primi tre anni di vita si tratterà di semplici scarabocchi, spesso caotici, fatti di linee, angoli o puntini ma comunque già con un loro significato. In seguito questi tracciati diventeranno disegni veri e propri che esprimono in modo personale fatti e sentimenti, tutti da leggere con attenzione, come ha spiegato Maria Anna.
Scarabocchio significa letteralmente” disegno fatto male”, e per questo motivo spesso viene ignorato dagli adulti che non ne comprendono il significato. Invece, se si considera che disegnare è un piacere e anche espressione di uno stato d’animo, ecco che allora uno scarabocchio fatto di linee rette, spezzate e molto marcate ci segnala un bambino che sta vivendo un momentaneo stato di tensione. Forse è stato appena rimproverato o ha litigato con il fratello! Al contrario, un movimento rotatorio e continuo denota uno stato di maggior tranquillità ed armonia. I bambini più timidi ed introversi occupano solo piccoli spazi del foglio, mentre quelli più estroversi tendono ad occuparlo tutto. Anche i tracciati indicano caratteri diversi: quelli lievi segnalano bambini più sensibili e suscettibili, mentre quelli marcati bambini più energici ed aggressivi. Pure i colori usati per disegnare ci danno informazioni interessanti sulla personalità del bambino, anche se nella fase dello scarabocchio il colore assume un ruolo marginale perché ciò che più conta è la traccia. Eccetera, eccetera.
Attraverso lo scarabocchio il bambino impara ad esercitarsi con la matita e si diverte a lasciare delle tracce di sé, in modo casuale. Gradualmente, dagli scarabocchi arrotondati, arriverà a chiudere il cerchio, in tempi diversi da bambino a bambino a seconda del grado di maturazione, degli stimoli ricevuti, dell’interesse personale e dell’evoluzione grafomotoria. A questo punto, quando l’occhio guiderà la sua mano, sarà in grado di disegnare l’omino testone, la prima vera tappa verso la consapevolezza di sé. La figura umana completa verrà solo in seguito e porterà con sé implicazioni profonde nella visione che il bambino ha di sé, della sua famiglia e della società che lo circonda, nonché delle sue personali esperienze e situazioni.
Il disegnare rappresenta una palestra di allenamento fondamentale per l’acquisizione della scrittura nella Scuola Elementare. Le varie tecniche del disegno permettono infatti di sviluppare i prerequisiti necessari a scrivere, in particolare le capacità tattili (pensiamo alla pittura a dita) e di prensione. Altrettanto utili per la conquista delle competenze grafomotorie sono taluni giochi: per esempio giocare con il pallone e le biglie aiuta nella coordinazione occhio-mano.
Maria Anna ha infine consigliato gli strumenti di disegno più adatti ai bambini da 0 a 3 anni (pittura a dita, pastelli a cera, il gesso, le matite colorate di grosse dimensioni ) mentre le mamme, a conclusione della sua relazione, si sono fatte avanti con i disegni dei figli in mano così da ottenere un’interpretazione professionale o semplicemente un punto di vista esterno, l’occhio rimane pur sempre quello di un esperto.
Presentazione di Maria Anna Zaramella:
Maria Anna Zaramella è di formazione grafoanalista e rieducatrice di scrittura e lavora privatamente, in qualità di indipendente. Si occupo sia di eseguire profili grafologici per la selezione del personale e a scopo auto conoscitivo, sia di analisi del disegno infantile e delle grafie dell'età evolutiva. Essendo rieducatrice di scritture, lavora con bambini disgrafici o adulti con problemi di scrittura. Collabora anche con alcune Scuole dell'Infanzia e Scuole Elementari in progetti (laboratori grafomotori) legati alla prevenzione della disgrafia e allo sviluppo dei prerequisiti necessari all'apprendimento del gesto grafico nei bambini di 5 -6 anni. Tiene inoltre corsi su Scrittura e Disegno destinati ai docenti SI- SE e promossi dall'ASP (ora SUPSI) o da Istituti scolastici.
Per ciò che concerne il Progetto Genitori, Maria Anna Zaramella collabora con questa associazione come indipendente e si occupo di animare gli atelier dedicati al disegno infantile.
Foto gallery degli incontri del 21.02 e del 18.04 nella sede dell'APG a Mendrisio

